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Fame e i bisogni psicobiologici
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Fame e i bisogni psicobiologici

 Comportamento umano e  alimentare: si può descrivere  come fisiologico equilibrio tra le componenti materiali ed energetiche della esistenza.

Istinti, pulsioni, bisogni, desideri, sono tutte manifestazioni diverse della stessa forma di energia la quale, esaurendosi per effetto del naturale processo entropico, richiede di essere riportata a un livello "omeostatilaco" attraverso l’introito calorico, dal punto di vista materiale, o l’introito di enrgia mentale. Anche il cibo nella sua materialità viene utilizzato per produrre energia, e la parte materiale funge da strumento e da veicolo per altre trasformazioni energetiche, quindi si comprende come il sistema mente -corpo richiede un apporto nergetico specifico per il soddisfacimento di ogni altro particolare bisogno. 

Va da sè che qualora uno dei bisogni non possa essere soddisfatto, il sistema richiedendo comunque un certo introito energetico, andrà alla ricerca di quello vicariante, e cioè al reclutamento dell’energia che sia la più possibile tra quelle appartenenti ai livelli inferiori a quella di cui ha bisogno. Si tratta di una forma di compensazione.

Il bisogno di affetto, di protezione, di gratificazione può essere compensato dall’assunzione di alimenti, preferibilmente dolci o che comunque diano soddifazione al palato e senso di pienezza. La ricerca di tale energia compensatoria avverrà, quindi, scendendo via via la scala dei bisogni, partendo da quello più vicino e affine possibile e procedendo fino a che il sitema non possa trovare qulache forma di compensazione.

Inoltre, si consideri che anche se un bisogno primario, per  esempio come quello del sostentamento e della sicurezza offerta dal reddito lavorativo, risulti insufficiente o sia percepito come tale. è infinitamente più facile ricercare una compensazione nel cibo, che è facilmete reperibile a basso costo, piuttosto che nell’incremento del reddito lavorativo stesso.

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